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the Boss 

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22 maggio 1997 - 23 maggio 2013 Springsteen torna a Napoli !

22 maggio 1997 - 23 maggio 2013 Springsteen torna a Napoli !

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Thunder Road, Napoli 

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Pastorale Americana, di P. Roth

C’erano otto, dieci, dodici famiglie di immigrati sparse in tutto Down Neck alle quali Lou Levov distribuiva le pelli e i suoi disegni, napoletani che avevano fatto i guantai nel loro paese, e i migliori dei quali finirono per andare a lavorare nella prima sede della Newark Maid appena lui ebbe i soldi per l’affitto del piccolo solaio in West Market Street, all’ultimo piano della fabbrica di sedie. Il vecchio nonno italiano, o il padre, tagliava le pelli sul tavolo da cucina,con il brassetto, le forbici e il coltello a piquè portato dall’Italia. La nonna o la madre cucivano, e le figlie davano il tocco finale stirando il guanto, alla vecchia maniera, con le forme scaldate in una scatola messa sopra la panciuta cucina economica. Le donne lavoravano su antiche Singer, macchine ottocetensche che Lou Levov, che aveva imparato a rimontarle, aveva comprato per una miseria e riparato con le proprie mani; almeno una volta la settimana gli toccava di andare, la sera, fino a Down Neck e di passare un’ora a rimettere in sesto una macchina. Altrimenti, giorno e notte, batteva il New Jersey con i guanti fatti dagli italiani, vendendoli prima dal baule della macchina, in una via del centro, e col tempo direttamente ai negozi di abbigliamento e ai grandi magazzini, che furono i primi grossi clienti della Newark Maid. Era in una piccola cucina a meno di un chilometro da dove si trovava in quel momento che lo Svedese aveva visto, da ragazzo, un paio di guanti tagliati dal più vecchio dei vecchi artigiani napoletani. Gli pareva di riuscire a ricordare di essersi seduto sulle ginocchia di suo padre mentre Lou Levov assaggiava un bicchiere di vino fatto in casa e davanti a loro un tagliatore, di cui dicevano che aveva cent’anni e che aveva fatto i guanti per la Regina d’Italia, sbordava una pelle con una mezza dozzina di colpetti del filo smussato del suo coltello a piquè. – Guardalo, Seymour. Vedi com’è piccola la pelle? La cosa più difficile del mondo è tagliare una pelle di capretto. Perché è così piccina. Ma guarda come fa. Tu sei davanti a un genio e davanti a un artista. Il tagliatore italiano, figliolo, è sempre più artistico nella sua concezione. E questo è il migliore di tutti -. A volte c’erano delle polpette che friggevano nella padella, e lui si ricordava di uno dei tagliatori italiani, che diceva sempre,con aria soddisfatta: - Che bellezza… - che, quando gli faceva una carezza sulla testa bionda, lo chiamava “piccirillo”, gli aveva insegnato a tuffare il fresco e sodo pane italiano in una pentola di salsa di pomodoro. Per piccolo che fosse il cortile, là dietro, c’erano delle piante di pomodoro, e una vite e un pero, e in ogni famiglia c’era sempre un nonno. Era lui che aveva fatto il vino e al quale Lou Levov diceva, in dialetto napoletano e con quello che riteneva il gesto appropriato, l’unica frase italiana completa del suo repertorio: - ‘Na mano lava n’ata, - “Una mano lava l’altra”, quando posava sulla tela cerata i biglietti da un dollaro per il lavoro della settimana. Poi il ragazzo e suo padre si alzavano da tavola con il prodotto finito e tornavano a casa, dove Sylvia Levov esaminava ogni guanto, e con una forma studiava meticolosamente ogni cucitura di ogni dito e ogni pollice di ogni guanto.

Audio

suicidewatch:

Bruce Springsteen “Sherry Darling”

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Old Motors never die… (presso Mergellina)

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Nella pagina trovate pensieri, brani, racconti ed emozioni

all’interno anche il link per scaricare l’ultimo romanzo di Gigliola Izzo in fomato gratuito pdf “il cuore a brandelli” e altri.

Economia di mercato 1.

Laura si aggira nei paraggi del cinema. Cerca un parcheggio.
Non è facile di sabato sera e per di più per una neopatentata. Ci sono mille macchine in seconda fila. Automobilisti a caccia. Il posteggio coperto è tutto pieno. Le strisce blu sono tutte occupate.
A furia di girare in tondo Laura intravede nel buio, in fondo al vialone, un posto. Non un vero e proprio parcheggio.Piuttosto uno spazietto incatastato fra i cassonetti dell’immondizia e le strisce pedonali.
Certo potrebbe scapparci anche una multa ma è difficile che di sabato sera ci siano in giro i vigili.
Laura è appena riuscita, dopo mille manovre, a sgusciare fuori dalla macchina quando dall’ ombra spunta il parcheggiatore abusivo.
Le si avvicina.
Laura con la santa pazienza che caratterizza ogni autista napoletano gli fa: “Quanto vi devo dare?”
“Datemi due euro.”
“Mamma mia, che esagerazione. Prendetevi un po’ di meno.”
“Eh, uaglionce’. Me piacesse pure a me se tutto fosse gratìs.”

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il pescatore 

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il golfo

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vecchi lions

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message for the new year

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moving on the first day of new year

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pictures from the morning of a new year in Naples